Cosa mangiano gli animali che noi mangiamo?

06 marzo 2018 Maria Caramelli Categories SostenibilitàTags

I mangimi destinati agli animali sono controllati e sicuri

Il filosofo tedesco Feuerbach sosteneva che “noi siamo ciò che mangiamo”. Oggi, in base all’approccio europeo dal campo alla tavola, si dovrebbe aggiungere una seconda parte all’osservazione di Feuerbach, per ricordarci che anche gli animali che noi mangiamo, sono ciò che essi stessi mangiano.

Il concetto di sicurezza alimentare di filiera e l’approccio integrato di controlli lungo tutto il segmento produttivo agroalimentare hanno portato a considerare i mangimi alla stregua degli alimenti destinati all’uomo. I requisiti igienico-sanitari e di sicurezza sono infatti descritti in regolamenti che applicano gli stessi criteri sia per i mangimi che per gli alimenti prodotti per il consumo umano. Inoltre, i laboratori che effettuano le analisi ufficiali per il controllo degli alimenti, sono anche autorizzati e accreditati per le indagini sui mangimi.

 

I controlli sui mangimi animali

Le verifiche si articolano lungo l’intera filiera: iniziano dalle produzioni agricole e dai foraggi, che costituiscono i mangimi ad uso zootecnico, e proseguono in ogni fase di trasformazione successiva. Includono sopralluoghi, ispezioni, audit e prelievi per analisi di laboratorio.

Per quanto concerne il controllo degli alimenti ad uso zootecnico, il Ministero della Salute ha predisposto, sin dal 2000, il “Piano nazionale di sorveglianza e di vigilanza sanitaria sull’alimentazione degli animali” (PNAA), con la finalità di tutelare il benessere degli allevamenti e di assicurare la salubrità dei prodotti di origine animale destinati al consumo. Il Sistema Sanitario Nazionale garantisce una presenza capillare sul territorio, con verifiche distribuite nel corso dell’anno, per scongiurare il rischio di contaminazioni o di mancato rispetto dei parametri stabiliti dalla legge. In media, ogni anno, sono condotte oltre 20 mila le ispezioni presso operatori del settore dei mangimi e prelevati e analizzati oltre 10 mila campioni.

Per garantire la massima sicurezza, vengono ricercate sostanze illecite nei mangimi finiti, nelle premiscele o nelle materie prime, tra le quali: farmaci, proteine animali trasformate, metalli pesanti, diossine, pesticidi, micotossine, microrganismi patogeni per animali e uomini, o ancora ingredienti OGM non autorizzati. I campioni non conformi sono rappresentati da numeri molto piccoli, variando dallo 0,3% all’1,8%, in base alle tipologie di analisi. In caso di non conformità, laddove ci sia il pericolo che un mangime dannoso per la salute di animali e uomini entri nella filiera alimentare, il sistema viene prontamente attivato per ritirare dal commercio il lotto in questione.

Se è vero che noi siamo ciò che mangiamo, lo stesso vale per gli animali zootecnici: un elevato livello di qualità dei mangimi è fondamentale per garantire prodotti alimentari sicuri sulle tavole dei consumatori.

Maria Caramelli
Comitato scientifico COSNALA